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martedì 7 febbraio 2012

VOULEZ-VOUS VOLUNIA?

E' nato proprio ieri l'originalissimo motore di ricerca "Volunia", una innovativissima idea tutta italiana! Il geniale padre, Massimo Marchiori, ci ha rilasciato una dichiarazione: - Ero stanco di non trovare mai quello che cercavo su internet, non è che uno si può ricordare a memoria tutti gli indirizzi di tutti i siti del mondo! E' impossibile! E poi avevo bisogno di comunicare con i miei amici sulla rete, e non c'era modo di farlo! Per questo ho creato Volunia, un motore di ricerca ma anche una piattaforma sociale fichissima! -. Evidentemente nessuno deve aver informato quel briccone di Massimo che Google esiste dal 1998, e Facebook dal 2004, ed entrambi soddisfano pienamente le esigenze per le quali furono creati. Che poi a dire tutta la verità gli amici di Massimo hanno tentato di convincerlo che la sua idea non era proprio il massimo della rivoluzione digitale, ma lui niente, duro come le pigne, determinato a seguire il suo sogno fino in fondo. E così oggi eccolo qui, in tutto il suo splendore: VOLUNIA! Il nome, come ci ha spiegato lo stesso creatore, verrebbe dal latino "Volo Unia", cioè "Voglio Unia", anche se non si è capito bene chi sarebbe questa Unia, forse una fiamma di Massimo. Ma veniamo al prodotto finito: a parte l'interfaccia un po' complicata e di non facilissima lettura, quello che sconvolge sul serio è la grafica, che ricorda molto quei videogiochi di MS-DOS che se premevi il tasto sbagliato il computer andava in fiamme. Qui vi proponiamo la mappatura di un sito creata da Volunia, e che sembra un incrocio tra un campetto di calcio e una schermata del primo, caro, vecchio SimCity. Massimo si è anche vantato del fatto che il suo motore di ricerca permette persino di vedere chi altro nel mondo sta utilizzando quello stesso sito. Cavolo, questo sì che è utile davvero, così se sto cercando un paio di scarpe posso anche consultarmi con un ciabattino coreano che dall'altra parte del mondo sta guardando lo stesso sito! Quella vecchia volpe di Massimo è convinta che Volunia terrà testa ai giganti americani. Noi ci sentiamo di avanzare qualche lievissima perplessità. Però ti vogliamo bene lo stesso Massi.

Quel birbaccione di Massimo spiega la differenza
tra un fiore e una puzzola
la meravigliosa interfaccia grafica di Volunia

COSTA CONCORDIA, ORRORE SENZA FINE


Momenti drammatici sulla Costa Concordia

A qualche settimana dal disastro della Costa Concordia,
penosamente ribaltatasi a un metro dalle coste dell'isola del Giglio, spunta una drammatica fotografia che testimonia una delle fasi più terribili dell'incidente: il ribaltone. A scattare la foto è stato un cuoco filippino, Maria (tipico nome maschile filippino), che nonostante la confusione è riuscito a impugnare con coraggio la macchina fotografica e a scattare alla cieca alcune foto che testimoniamo l'orrore. Le fotografie sono andate tutte perdute o rubate dal comandante Schettino, ed una sola si è salvata ed è clamorosamente giunta alla nostra redazione. E' un'immagine cruda, ma abbiamo deciso di pubblicarla lo stesso perchè la tragedia della Concordia non finisca nell'oblio mediatico. Lo scatto immortala il momento preciso in cui la nave si ribalta, ed alcuni passeggeri finiscono culo all'aria: a destra, un ragazzo ruzzola con uuna smorfia di dolore sulla balaustra delle scale, mentre al centro una donna in visibile stato di shock si aggrappa con disperazione al tappettino delle scale; più dietro, altri due ragazzi si reggono come e dove possono, ma la stupida forza di gravità sta per farli schiantare lungo le scale. E' il panico: da lì a qualche istante i quattro verranno risucchiati dai flutti, e ripescati solo 8 ore dopo da un peschereccio saudita in cerca di molluschi. Se la sono vista brutta, ma sono vivi.
"Almeno avremo qualcosa da raccontare", ha commentato uno dei quattro "in crociera ci stavamo facendo due coglioni così!".

sabato 4 febbraio 2012

L'ITALIA CHE CI PIACE

Oggi mi sono imbattuto in questa simpaticissima colonna pubblicitaria su facebook. Immagino che come l'ho vista io l'avranno vista milioni di persone. E' una colonna a dir poco eccezionale! Prima reclame: naviga verso le isole più belle con sconti fino al 70%! Bè, direi che con quello che è successo all'isola del Giglio la cosa suona un tantino ironica. Dev'essere per questo che ci prendono per il culo anche in Micronesia. Immagino che ci vorrà ben altro quest'estate per invogliare la gente a prendere traghetti, vaporetti, pattini, ciambelle, braccioli e compagnia bella. Come minimo la gente si aspetterà che sia il capitano in persona a portar loro il caffé la mattina... no, forse è meglio di no. Visto l'andazzo, meglio che a portare il caffé sia una massaggiatrice cinese, e che i capitani stiano dove devono stare: al timone, cazzo! Seconda reclame, ancora più irresistibile della prima: Nuovo gioco di Mafia! Fai fuori i tuoi nemici uno a uno! Che meraviglia! Non è che io voglia fare il bacchettone, ma non mi sembra il massimo della vita sponsorizzare un gioco di mafia proprio nel nostro Paese. Vabbé, dai, diciamo che l'hanno fatto per sdrammatizzare, per farci sopra una bella risatona. Della serie: non riusciamo a sconfiggere la Mafia? Bé, se non puoi batterli unisciti a loro! Ottimo.
Terza reclame: Poker Club for Fans! Evvai! Dopo i traghetti inaffondabili e i mafiosi, un po' di sano gioco d'azzardo! Ultimamente fanno così tante pubblicità che invitano a sperperare le proprie finanze, che presto ci ritroveremo a scommettere su come le cose potrebbero andare peggio di così. Senza voler fare inutili moralismi, direi che facebook offre sempre uno spaccato illuminante di quello che il nostro mondo sta diventando.

ULTIMA ORA: " SAN CRISPINO FA CAHA' "

A seguito delle scottanti proteste che ci sono giunte in redazione circa la fraudolenza della pubblicità del vino San Crispino, che spaccia per buono un vino palesemente merdoso, riportiamo con somma gioia la nota critica di un sommelier, degustatore di professione:

"Il liquido scorre senza densità, e se non fosse per il colore parrebbe diidrogeno monossido. Il profumo, o meglio l'odore, è vinoso, inespressivo, e a niente è valso andare alla ricerca di profumi particolari: nisba. Al palato non risulta neanche un pò caldo, nonostante gli 11º dichiarati che, almeno un pò, si dovrebbero sentire. Una nota metallica, piuttosto, si delinea presto in tutta la bocca. Inducendomi a deglutire. Retrogusto asprignolo che grazie a Dio svanisce subito. Fine della degustazione." (http://www.vinix.com/degustazioni_detail.php?ID=1806)

il nonno malefico
Alla palese scarsa qualità del prodotto, che già presentandosi nel bricco di cartone non è che faccia una figurissima, fa da contraltare uno spot televisivo che vorrebbe darci a bere (è proprio il caso di dirlo) che San Crispino è un genuino prodotto della terra, frutto di oltre 4000 viticoltori (ma non saranno un po' tantini?). Tanto per cominciare il bambino. Punto primo: "Nonno guarda c'è San Crispino!". Ora, io non ho mai visto un santo, ma non credo che abbia quattro ruote e faccia brum brum. Quello sembra proprio un furgoncino. Punto secondo: anche se sono un ragazzo di città, non credo che i bambini di campagna si mettano a correre e a gridare ogni volta che vedono passare un carretto, a meno che non trasporti gelati. La spiegazione più plausibile, allora, è che  quel balordo di San Crispino sia alla guida della vettura: ecco perché il babbeo grida: "C'è San Crispino!". Dobbiamo arguire allora che San Crispino sia uno di quei santoni moderni, che tengono in scacco intere comunità rurali con i loro discorsi farneticanti al fine di far lavorare gli ignoranti come schiavi. L'altra figura chiave dello spot è il nonno beone, un vero concentrato di malvagità. Evidentemente all'azienda vinicola devono aver pensato che quella fosse proprio la faccia giusta per sponsorizzare il loro prodotto, perchè ogni volta che appare sullo schermo brividi gelati cominciano a corrermi lungo la schiena, i cani abbaiano, i gatti soffiano ed i criceti si suicidano. Chissà quanti provini, prima di trovare la faccia giusta! Dopodiché iniziano le interviste agli abitanti del luogo: la vecchia carampana che fa il vino dando da mangiare alle galline (chissà dov'è il nesso), la sexy contadinella arrampicata su una scala come se le viti fossero querce; un paio di beoni che si danno strane pacche sulle spalle lasciando gli spettatori con qualche dubbio di troppo; e infine l'arrivo dei trattori a San Crispino. Ovviamente vorrebbero infinocchiarci facendoci credere che quel vino di merda fatto con la polverina come il thè solubile sia in realtà  prodotto in un'antica masseria in mezzo alle colline toscane, pigiato dai piedi puzzosi dei soliti 4000 viticoltori. Ma se fosse realmente così non si spiega perché un cartoccio da un litro di San Crispino debba costare 1,25 euro.
"E' il nostro vino..." dice alla fine, con aria ispirata, il vecchio malvagio. E bevitelo tu allora, cazzo.

sabato 28 gennaio 2012

ORZOBIMBOBIBBUBA'!

il prodotto incriminato
Orzobimbobibbubà! ORZOBIMBOBIBBUBA'!
- Signora, ci dica una cosa che le piace! -
- Orzobimbo! -
- Una cosa che non le piace? -
- Orzobimbo! -
- La sua grande passione? -
- Orzobimbo! -
- E il suo più grande incubo? -
- Orzobimbo! -
- Dove andrà in vacanza questa estate? -
- Orzobimbo! -
- Qual è la radice quadrata di 81? -
- Orzobimbo! -
- Cosa ne pensa della politica estera del nuovo governo? -
- Orzobimbo! -
- Orzoddio, signora! -

Orzobimbobibbubà, ORZOBIMBOBIBBUBA'!

Maria Cazzuola (anni 56) poco prima dell'aggressione
In manette il giornalista Mick Rofono (anni 41), ritenuto responsabile della brutale aggressione di questa mattina ai danni di Maria Cazzuola (anni 56), una donna affetta da disturbi mentali e manie di persecuzione. La donna era convinta di essere Orzobimbo (il noto orzo solubile che da decenni infesta gli scaffali dei nostri supermercati) ma anche di essere seguita giorno e notte da Orzobimbo; il marito non si chiamava più Carlo, ma Orzobimbo. Maria non riconosceva neanche più i figli: vedeva solo tante cucchiaiate del maledetto Orzobimbo. Stamattina la mentecatta ha avuto la sfortuna d'imbattersi nell'intervistatore Mick, di Radio Cippa, che stava lavorando ad un servizio sulle passioni degli italiani. Sono bastate poche parole prive di qualsiasi senso per scatenare la giusta ira del giornalista, che non ha esitato a tirare una microfonata in mezzo agli occhi alla poveretta che, tramortita, è caduta al suolo. Solo la tempestiva chimata del calzolaio Steve Ale al 118 ha permesso di salvare la vita di Maria. La crudeltà dell'episodio dovrebbe invitare tutti noi a riflettere sul potere devastante delle pubblicità insistenti, che rompi oggi e scassa domani finoscono per plagiare le menti dei più deboli di noi. Ricordate, cari pubblicitari: i tormentoni sono pericolosi.