Eccomi qui a narrare le simpatiche vicende di Le Corbusier, celebre architetto svizzero del '900. Ve lo ricordate? Bene, nel 1907 il povero le Corbusier si trovava a Firenze, durante uno dei suoi tanti viaggi nel Bel Paese. Il buon'uomo però aveva un grande problema: ogni volta che arrivava in piazza della Signoria si ritrovava sempre a chiedersi come disegnare Palazzo Vecchio. I testimoni dell'epoca affermano: - Si piazzava ovunque, non si dava tregua, sembrava un licaone in calore -. La scena era praticamente sempre la stessa: arrivava in mattinata verso le 6.00, e iniziava la sua lunga giornata, fatta di delusioni e disegni abborracciati. Un freddo mattino di dicembre, preso dallo sconforto e dalla frustrazione, cominciò a mangiarsi i fogli e ad aggredire i passanti chiedendo se anche loro vedevano Palazzo Vecchio come un edificio "pesante e rozzo". La sua difficoltà, come affermò in seguito lui stesso, stava proprio nella considerazione che "non si sa da che parte strappargli il suo mistero". Gira di qua, gira di là, sali, scendi, ormai in preda a una disperazione esistenziale, salì sul tetto del palazzo di fronte aggrappandosi ad un mensolone. Il destino però lo tradì, e lui precipitò su un chioschino di lupini rovinando anche i pochi disegni accettabili che aveva fatto durante il suo viaggio (il casello autostradale di Mestre, un granaio a Poggibonsi e il famoso "occhio di topo" conservato al British Museum). Niente da fare, non c'è la faceva! Le cronache dell'epoca raccontano che la signora della tabaccheria sulla piazza dovette chiamare quelli della Misericordia affinchè lo portassero via. Cinque mesi in ospedale, durante i quali si racconta continuasse a mangiare fogli e a nascondersi sotto i letti. Sta di fatto che il povero Le Corbusier ritornò in Francia con una frattura multipla alla tibia e con un album da colorare donato spontaneamente con contributi dei cittadini. Povero le Corbusier!
un gruppo new-post-meta-iper dada per dirvi che le cose non stanno come credete, ma molto peggio
per PARTECIPARE inviate una mail a deftones17@hotmail.it o luigi-primo@hotmail.it con i vostri
articoli più divertenti e spietatamente veritieri! Noi li leggeremo con sommo piacere e li pubblicheremo
sul blog! Non vediamo l'ora di allargare la nostra redazione di babbalei!
articoli più divertenti e spietatamente veritieri! Noi li leggeremo con sommo piacere e li pubblicheremo
sul blog! Non vediamo l'ora di allargare la nostra redazione di babbalei!
CERCA NEL BLOG!
sabato 11 febbraio 2012
IL MISTERO DEL COMPLOTTO CONTRO IL PAPA
![]() |
| il buon Benedetto XVI |
In questi giorni è uscita la sconvolgente notizia che sarebbe stato ordito un terribile complotto per eliminare papa Benedetto XVI entro novembre di quest'anno. La notizia è in realtà molto lacunosa, e lascia ampio margine ai dubbi: tanto per cominciare, CHI ha ordito il malefico piano? I donatori dell'8 per mille, stanchi di vedere le proprie sostanze investite in sbrillocchi e scarpette per il pontefice? I contribuenti che ogni anno pagano l'ICI, mentre l'organismo con più proprietà immobiliari in Italia (e non solo) non versa un euro allo Stato Italiano? Non sarà per caso che dietro il complotto si nasconde il redivivo Giovanni Paolo II, tornato dalle tenebre per punire chi siede proditoriamente alla cattedra di San Pietro? Perchè il Vaticano ha smentito, invece di aprire un'inchiesta? Non sarà che dietro il complotto vi sono i cardinali ambiziosi e senza scrupoli della curia papale, desiderosi di scalzare il povero Benedetto?
La questione ha aperto numerosi interrogativi. Ad esempio: perchè non pensarci prima? E poi, una volta scoperto il misfatto, non sarà il caso di accelerare le mosse, invece di aspettare novembre? E quale strumento di morte è stato scelto? Bomba sulla papa-mobile? Cianuro nel latte caldo della sera? Ragno velenoso nelle ciabattine di Prada? A noi della redazione fumano le meningi, se avete qualche suggerimento fatecelo sapere.
venerdì 10 febbraio 2012
SCANDALO BALOCCO
![]() |
| il Signor Balocco (anni 74) al momento dell'arresto |
Questa mattina la polizia ha fatto irruzione nella fabbrica del Signor Balocco, arrestando il proprietario e mettendo i sigilli all'immobile. La notizia ha suscitato grande meraviglia nel mondo pasticcero: nessuno si aspettava una simile fine per il Signor Balocco, anche se da tempo si vociferava che le cose all'interno dell'azienda non erano affatto limpide. L'accusa? Stalking ai danni dei dipendenti. Sembra infatti che da tempo ormai il Signor Balocco avesse creato un vero e proprio regime del terrore all'interno del suo stabilimento, soggiogando i propri dipendenti per ricavarne illeciti piaceri. La polizia ha anche diffuso una registrazione audio che sembrerebbe fare riferimento ad un dialogo tra il Signor Balocco ed uno dei giovani pasticceri pasticcioni. Ve ne proponiamo la trascrizione:
[rumori di sottofondo]
Signor Balocco: - ...devo controllare che queste stupide ciambelline abbiano il buco... -
Dipendente: - Ma Signor Balocco, queste ciambelline hanno tutte il buco! -
S.B.: - E tu ce l'hai il buchetto? -
D.: - Cosa intende dire Signor Balocco? -
S.B.: - Che voglio proprio vedere se la mia ciambellina preferita c'ha er buchetto oppure no. -
D.: - No, la prego, Signor Balocco... lasci stare il mio grembiule... ma perché mi guarda così? Signor Balocco, oh mio Dio, la prego no!!!! NOOOOO!!! -
Per rispetto alla famiglia della vittima, abbiamo deciso di non pubblicare il resto della conversazione. Non è un bello spettacolo. Quello che conta adesso è che "il mostro del buco", così come i giornali lo hanno ormai ribattezzato, non possa più fare del male a nessuno.
giovedì 9 febbraio 2012
UN ESAME ALL'ULTIMO SANGUE
Come annunciato, oggi si è comsumato l'ultimo episodio della saga "Romby, la minaccia fantasma". Per non correre alcun rischio, il vostro affezionatissimo si è recato al fatidico appello con una buona mezz'ora di anticipio, per scongiurare altri incresciosi episodi. La corsa è stata tale che il panino nel mio stomaco, trangugiato all'ultimo secondo, ha gridato: - Ma dove cazzo vaiiiiiiii! -. L'ho ignorato, così come ignoravo buona parte del materiale d'esame. Insieme a me c'erano altri due sventurati, che ieri erano arrivati con 12 secondi di ritardo, e come me erano stati rimbalzati. Cominciamo ad attendere.
Le 13.50, e niente. Le 14.00, e niente. Le 14.05, e niente. Alle 14.07 ho pensato "Stavolta me la voglio levare io la soddisfazione di rimbalzarla", ma non fosse altro che per rispetto all'età, quando ho vista arrivare la prof, col deambulatore e la flebo al seguito, mi sono stato zitto. La prima ragazza, una spagnola, esce dopo circa una mezz'ora, col volto segnato dal dolore e la fatica. Andiamo bene.
Il secondo sono io. Entro nell'ufficio con aria titubante: appesi al muro, un ritratto di Papa Pio IX con dedica "A Giusy con affetto" ed una foto di lei insieme ad Anita Garibaldi mentre si fanno un gavettone. E sotto la scritta "io e Anita momenti magici".
Inizia l'esame: per i primi quaranta minuti penso "okay, un tempo nella media". Dopo i sessanta comincio a chiedermi se non sia il caso di gettare la spugna. Avrei voluto lanciarmi dalla finestra (l'altezza era sufficiente per una morte sicura ed indolore), ma il volto bonario di Pio IX mi ridette coraggio, e decisi di lanciare il cuore oltre l'ostacolo: ormai più niente mi avrebbe fermato. Dopo un'ora e venti fu la stessa Romby a mostrare qualche segno di cedimento: aveva il respiro affannoso, ed in più la flebo stava finendo. Fu allora che compresi la sua strategia: prendere gli studenti per sfinimento, e rifilargli un bel voto pacco. Ma con me no, pensai, ormai non mollo! Dopo due ore e un quarto eravamo entrambi sudati e mezzi accasciati sulla scrivania, mentre le immagini di casette per uccelli continuavano a scorrere sullo schermo del computer. Arrivati a due ore e mezzo, la Romby stramazzò al suolo, e con l'ultimo residuo di forza sollevò una mano tremante e verbalizzò l'esame: 28. Poteva andare anche meglio, ma con un osso duro come lei non c'era da far troppo gli schizzinosi. Sono uscito dall'ufficio con aria trionfante: i miei colleghi, che ormai avevano fatto a tempo a laurearsi, trovarsi un lavoro e metter su famiglia, mi accolsero in un tripudio di applausi. Il vero eroe della giornata!
La professoressa prima e dopo il mio esame
mercoledì 8 febbraio 2012
GIUSEPPINA ESCI DAL TUNNEL!
Dopo la lunga latitanza senza dare alcun segno di vita, la nostra stimatissima prof.ssa Giusy ha deciso di tornare a farsi viva in tutto il suo splendore di ottantacinquenne (senza offesa per le ottattancinquenni: mia nonna è tanto più vecchia quanto più simpatica). Stamattina alle ore 09.00 la nostra arzilla megera si è presentata in facoltà per la seconda sessione del suo esame "Architettura delle casette per uccelli", e stavolta toccava al sottoscritto sostenerlo. Con immane sforzo, il vostro affezionato ha aperto i suoi occhietti cisposetti alle 08.06 (la sveglia era alle 8 in punto, ma 5 minuti per riprendere conoscenza concedetemeli), e con le sue pantofolone si è trascinato in cucina per la colazione: un caffè con un biscotto. Non c'era tempo da perdere in pasti luculliani! Appena il tempo di ricordare chi fossi e perchè mi trovavo lì, ed ero già in bagno per la doccia (ore 8.20). Mi sono vestito alla bell'e meglio, e prima di realizzare che avevo ancora le pantofole ai piedi, mi sono ritrovato in strada. Erano le 8.50. Okay, affrettiamo il passo, facoltà è vicina ma è meglio essere puntuali. Arrivo. Sono le 9.02. Mi do una pacca sulle spalle da solo: come al solito spacchi il secondo, vecchio mio! La prima vittima della prof è già dentro a far l'esame. Poco male, ho il tempo di chiarire gli ultimi dubbi con i colleghi, tipo: "Ma la cupola del duomo è del Brunelleschi? Ma Alberti faceva Lupo di nome sì o no?". Dopo soli 85 minuti la prima ragazza esce, vagamente stordita. In genere gli esami della Romby durano di più, ma si vede che stamattina aveva fretta. Forse l'aspettavano in ospedale per un trapianto di anca. E' allora che il vostro affezionatissimo entra con aria baldanzosa per segnalare che è arrivato anche lui, e che nella lista risulta decimo. Ma la Prof con voce catarrosa mugugna: - Bene, allora domani alle 14.00. -
- No, scusi, come? Io sono decimo. -
- Ma io ho fatto l'appello. -
- Ma io sono arrivato alle 9.02, ed è tre ore che aspetto che finisca il primo esame. -
- Ma io me ne fotto. -
- Ma io no. -
- Ma io sì. -
- Ma io sì. -
Dopo 15 minuti che andavamo avanti così ho dovuto mollare l'osso. Quella vecchia volpe la sapeva più lunga di me, ed era inflessibile. Che poi insieme a me c'era una ragazza slava che mi ha fatto una pena incredibile: parlava a stento l'italiano, e stava cercando di spiegare all'ottuagenaria che non era arrivata all'appello solo perchè non riusciva a trovare l'aula. Dio come la capisco! Mi ci vedo io alla facoltà di Cracovia che cerco di capire dove cazzo devo andare! Comunque non c'è stato niente da fare, la Romby non ha battuto ciglio e ci ha rimbalzati a domani. Ora io vorrei fare un appello:
Carissima prof,
se non vado errato in data 18 gennaio sono venuto ad assistere all'esame degli altri colleghi, e tu non ti sei presentata. Non hai lasciato niente di scritto, e hai lasciato che una ventina di persone ti aspettassero inutilmente per più di un'ora. E oggi, siccome uno arriva con 32 secondi di ritardo, lo rimbalzi a domani? Ma cazzo, ESCI DAL TUNNEEEEEEEEEEEL!!!!!!
Carissima prof,
se non vado errato in data 18 gennaio sono venuto ad assistere all'esame degli altri colleghi, e tu non ti sei presentata. Non hai lasciato niente di scritto, e hai lasciato che una ventina di persone ti aspettassero inutilmente per più di un'ora. E oggi, siccome uno arriva con 32 secondi di ritardo, lo rimbalzi a domani? Ma cazzo, ESCI DAL TUNNEEEEEEEEEEEL!!!!!!
![]() |
| io dopo il rimbalzone |
Iscriviti a:
Post (Atom)




